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martedì, 03 novembre 2009, ore 21:20
Messaggio del 2 novembre 2009 (Mirjana)
Cari figli, anche oggi sono tra di voi per mostrarvi la via che vi aiuterà a conoscere l’amore di Dio. Amore di Dio che vi ha permesso di sentirlo come Padre e invocare come Padre. Da voi aspetto che con la sincerità riguardate nei vostri cuori e vediate quanto lo amate. È l’ultimo ad essere amato? Circondati dai beni, quante volte lo avete tradito, negato e dimenticato? Figli miei, non illudetevi con i beni terreni. Pensate all’anima quale più importante del corpo. Purificatela. Invocate il Padre. Lui vi aspetta, ritornate da Lui. Io sono con voi perché Lui nella sua misericordia mi manda. Grazie!
mdeledda
domenica, 25 ottobre 2009, ore 21:41
Messaggio del 25 ottobre 2009
Cari figli, anche oggi vi porto la mia benedizione e vi benedico tutti e vi invito a crescere su questa strada che Dio ha incominciato attraverso di Me per la vostra salvezza. Pregate, digiunate e testimoniate con gioia la vostra fede, figlioli, e il vostro cuore sia sempre riempito di preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
mdeledda
lunedì, 05 ottobre 2009, ore 21:20
Messaggio del 2 ottobre 2009 (Mirjana)
Cari figli! Mentre vi guardo, il cuore mi si stringe dal dolore. Dove andate, figli miei? Siete così immersi nel peccato che non sapete fermarvi? Vi giustificate col peccato e vivete secondo esso. Inginocchiatevi sotto la croce e guardate mio Figlio. Lui ha vinto il peccato ed è morto affinché voi, figli miei, viviate. Permettete che vi aiuti perché non moriate, ma viviate con mio Figlio per sempre! Vi ringrazio!
mdeledda
mercoledì, 30 settembre 2009, ore 21:17
Medjugorje? Un luogo dove il Signore favorisce le conversioni
di Bruno Volpe,
da Pontifex Roma (30/09/2009)
“I mali di oggi? Li sintetizzo in una sola parola: orgoglio, voglia di strafare, credersi onnipotenti, convinti che il denaro e il successo ad ogni costi ci salvino e ci diano la felicità”: lo afferma il Vescovo di Pompei, Monsingor Carlo Liberati.
Eccellenza, una denuncia grave la sua.
Ma un Pastore ha il dovere di proclamare la verità, anche se scomoda o sgradevole In questi tempi, oltre all’orgoglio che tutto sommato vi è sempre stato e non mi sembra una grande novità, si è aggiunta la indifferenza, verso il povero, il diverso, emarginato. Un cristiano vero, autentico, non può essere indifferente davanti alle situazioni di disagio altrui. Tutto questo appartiene sempre di più ad una cultura dell’effimero, dell’apparire, del successo.
Quello che Papa Benedetto XVI chiama “relativismo etico”.
Esatto. Esiste la tendenza, fortunatamente non generalizzata, ma preoccupante, di crearsi modelli di fede fai da te, secondo cui ognuno si costruisce una religione a sua misura e convenienza, senza valutare che esistono dei principi non mutevoli e non negoziabili da nulla e nessuno.
Si è diffusa, nella società ed anche in politica, la teoria della doppia morale: con la scusa che il privato non è sindacabile, spesso di predica bene e razzola male.
Questo lo trovo moralmente inaccettabile, ipocrita ed anticristiano. Chi si definisce cattolico ha il dovere e la coerenza di testimoniare con la vita di ogni giorno quel che dice in pubblico. Non è pensabile manifestare apertamente in favore della famiglia e poi di fatto nel privato operare in senso opposto. Chi comanda deve dare anche dei buoni esempi e tutto questo finisce inevitabilmente con il dare scandalo e confusione.
Un altro tema molto caldo sul tappeto, è la politica migratoria. Pensa che la parola respingimenti sia coerente con lo spirito evangelico?
Assolutamente no. Comprendo certamente che abbiamo la giusta esigenza di coniugare accoglienza e legalità, ma il Vangelo ci impone di essere accoglienti e solidali e di rispettare la dignità delle persone e questo postulato nessuno mai potrà contestarlo alla Chiesa.
In una intervista di qualche tempo fa, lei disse che Satana è presente anche nel santuario di Pompei, ce lo chiarisce?
ora quella espressione non la prenda alla lettera e va chiarita. Dunque, la Madonna, la Tutta Santa per eccellenza, è determinante per la salvezza del genere umano essendo Madre del Creatore. Lei è la sorgente della bontà infinita. Ecco dunque che Satana, essere intelligente, entra in lotta di collisione con la Madonna e con tutti gli angeli ribelli cerca di contrastarla, anche all’interno dei santuari, incluso quello di Pompei.
Eccellenza, lei crede a Medjugorje?
Apprezzo la prudenza della Chiesa che non si è espressa in modo definitivo,ma non ha bocciato Medjugorje. Ma va detto che in quel luogo avvengono grazie e conversioni, dunque qualche cosa di buono e di divino deve certamente esserci. Medjugorje non è pericolosa per la salute e chiunque ci può andare con fiducia, i frutti sono positivi. Le confesso che anche io, presto a tardi, vorrei andarci per rendermene conto Il bene e il buono vanno rispettati da qualunque parte vengano e se arrivano da Medjugorje che male ci sta?
mdeledda
sabato, 26 settembre 2009, ore 19:14
Messaggio del 25 settembre 2009
Cari figli,
insistentemente lavorate con gioia sulla vostra conversione. Offrite tutte la vostre gioie e tristezze al mio cuore Immacolato cosicchè vi possa guidare tutti al mio Figlio prediletto affinchè nel suo cuore troviate la gioia. Sono con voi per insegnarvi e guidarvi verso l'eternità.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
mdeledda
martedì, 22 settembre 2009, ore 20:57
È luogo di grazia e di conversione
di Bruno Volpe,
da Pontifex Roma (22/09/2009)
“Mi dispiace dirlo, ma sul conto di Medjugorje spesso si sentono raccontare cose inesatte e cattive”: lo afferma Chiara Amirante, carismatica fondatrice e presidentessa della benemerita Comunità Nuovi Orizzonti che si distingue per le opere di misericordia e di solidarietà sociale. Aggiunge Amirante: “Per esempio, sul conto di frate Tomislav ho letto sui giornali cose inesatte e talvolta tendenziose. Ora io non intendo giustificarlo e se ha sbagliato è giusto che paghi. Ma penso che tanti abbiano voluto strumentalizzare a proprio vantaggio e danno di Medjugorje il presunto scivolone del religioso. Lui non è stato mai, dico mai, padre spirituale dei veggenti eppure così è stato riportato. Riconosco che sin dal passato vi erano situazioni che preoccupavano, ma reputo assurda e poco etica la strumentalizzazione”.
Poi parla delle relazioni tra Giovanni Paolo II e Medjugorje: “Lo so per certo che se non fosse stato Papa lui ci sarebbe andato volentieri e stimava Medjugorje. Su quelle apparizioni, occorre smentire un altro logoro luogo comune, la Chiesa non ha detto di no, ma aspetta con giusta prudenza che le apparizioni cessino per dare una valutazione. In sostanza ha prudentemente sospeso ogni giudizio, ma non le ha bocciate”.
Un Vescovo esorcista tempo fa parlò, con troppa faciloneria, di inganno satanico, prontamente smentito da don Amorth.
Io non voglio polemizzare con lui. Ma se Medjugorje fosse una trappola di Satana, mi spiegate come mai avvengono tante conversioni, si celebrano e amministrano tanti sacramenti e i fedeli vi accorrono numerosi? Satana cerca di fare esattamente il contrario, cioè di allontanare l’uomo da Dio e a Medjugorje succede l’opposto. Dovremmo ricavare che il Demonio si fa autogol, ma poiché Satana è furbo, mi sembra un colossale errore. A Medjugorje assistiamo a veri, autentici, sinceri cambiamenti di vita, guarigioni del fisico ma ancor più dell’animo che sono le più importanti, molteplici grazie. Questo scenario non è sicuramente un parto di fantasia o un tocco satanico, ma realtà”.
Da Medjugorje, a Maria in generale, chi è la Madonna?
La Madonna è colei che ci porta con fiducia al Figlio e in lei occorre avere filiale fiducia, credere in lei. Sa darci la giusta serenità, ma anche noi dobbiamo contribuire affidandoci a lei, al suo cuore di madre. Oggi l’uomo, per orgoglio, soffre di un pericoloso delirio di onnipotenza, crede e si illude di poter espellere Dio e Sua Madre dalla vita di ogni giorno, si illude di essere autosufficiente e sbaglia, si condanna alla infelicità. La Madonna invece ci si presenta come madre e una madre non delude mai, sa infondere calma e serenità anche nei momenti più bui e tristi. Proprio l’orgoglio e la credenza di voler spiegare e giustificare tutto, porta qualcuno a bollare come cose inesatte le apparizioni di Medjugorje.
Lei è presidente di una comunità che si occupa anche di solidarietà. Che cosa pensa del fenomeno immigrazione e dei respingimenti?
Sbagliato vedere questi nostri fratelli come nemici e pericolo. Nessuna barriera di tipo razzista o xenofobo li può fermare, si tratta di una situazione irreversibile e credo che vadano aiutati, accolti e degnati di amore e di solidarietà.
mdeledda
domenica, 20 settembre 2009, ore 22:54
Maria spiega come guarire Caterina e noi
di Antonio Socci,
da Lo Straniero (20/09/2009)
Cari amici,
anzitutto ancora un immenso grazie per le vostre preghiere e la vostra vicinanza. Vi abbraccio uno ad uno. Ieri abbiamo appreso che anche l’ipotesi di miocardite di origine virale, come causa dell’arresto cardiaco del 12 settembre, è venuta meno dalle analisi. Quindi non c’è praticamente alcuna causa (si parla di aritmia fatale) ed è come se davvero il Nemico avesse potuto stritolarle il cuore. Per questo c’è bisogno dell’aiuto del Cielo.
Io penso sia già un miracolo della nostra buona Madre, per le nostre preghiere, che dopo un po’ il cuore abbia ripreso a battere. Ma adesso, per vincere la notte del coma, permetterle di risvegliarsi e tornare sana fra noi, c’è bisogno di aiutare la Santa Vergine a completare il suo miracolo.
È stata la Madonna stessa, a Medjugorje, a spiegarci come fare:
“Voi avete dimenticato che con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre e sospendere le leggi naturali. Il digiuno migliore è quello a pane e acqua” (21 luglio 1982).
Ci ha insegnato come ricevere tutte le grazie con queste parole:
“Pregate! Pregate! Quando vi dico questa parola voi non la comprendete. Tutte le grazie sono a vostra disposizione, ma potete riceverle solo attraverso la preghiera” (12 agosto 1982).
E come ottenere la guarigione dei malati:
“Per la guarigione dei malati è necessario una fede salda, una preghiera perseverante, accompagnata dall’offerta di digiuno e sacrifici. Non posso aiutare coloro che non pregano e non fanno sacrifici” (18 agosto 1982).
Io abbraccio con decisione ed entusiasmo questa strada, implorando la Madonna di permettere a Caterina di tornare a cantare le sue lodi, con la sua bellissima voce e di permettere a me di raccontare in tutto il mondo le Sue meraviglie.
Se potete aiutatemi, convertiamoci! Così, chiedendo la guarigione di Caterina otterremo anche la nostra.
Grazie. Vi voglio bene.
C'è un mistero...
di Antonio Socci,
da Lo Straniero (18/09/2009)
Cari amici, fratelli miei,
i prossimi giorni per Caterina saranno quelli cruciali: la verifica neurologica ci darà qualche risposta che potrebbe essere terribile sull’esito del coma. Per questo vi prego in ginocchio di intensificare il vostro aiuto di preghiera…
Intanto voglio confidarvi una cosa. Stamani sono andato alla S.S. Annunziata. Forse qualcuno di voi sa perché… Nel settembre 2004, quando ho accompagnato a Firenze Caterina diciannovenne a fare l’esame di ammissione ad Architettura, accadde…. Beh, trascrivo qui sotto l’articolo che scrissi sul “Foglio” su quel giorno per me struggente …
.. ieri è accaduto un evento insignificante per voi, ma non per me. Mia figlia primogenita fu una bambina riccioluta, oggi diciannovenne è una scura bellezza da profetessa biblica, una voce superba quando – al pianoforte – canta “Bring me to life” degli Evanescence o, a due voci con sua sorella, “Nothing else matters” dei Metallica. Ieri mattina l’ho accompagnata a Firenze dove inizia l’università e dove quindi vivrà.
E mentre correvamo sul crinale delle colline di San Donato, la dolce valle di San Gimignano ai nostri piedi, pensavo: “ma quando e come e perché sei cresciuta così? Eri piccola ieri e stamani ti sei alzata e sei una principessa.
E’ un imbroglio! Non mi hai dato il tempo neanche di trattenerti, di fermare il tempo come un Faust innamorato e incatenarti alla tua adolescenza. Neanche mi sono accorto che diventavi grande, bestia che sono”.
Ecco, ho pensato: l’ho già persa. Sì, tornerà a casa (anche spesso, spero), ma ha la sua vita, soprattutto ha il suo destino e non sono io, non è casa mia. Dice mia moglie: “che pizza che sei! Mica è morto nessuno. E poi Firenze è dietro l’angolo”.
Non è vero, non è questione di chilometri: la vita se ne va. Ogni giorno tutto se ne va. Anche se non ce lo diciamo: “Ma chi ci ha rigirati così/ che qualsia quel che facciamo/ è sempre come fossimo nell’atto di partire? Come/ colui che sull’ultimo colle che gli prospetta per una volta ancora/ tutta la sua valle, si volta, si ferma, indugia,/ così viviamo per dir sempre addio” (Rilke).
C’est la vie. E, nella malinconia, lo struggimento dei quarantenni, quello che Péguy definiva “il loro segreto”: desiderare la felicità dei figli e sperare che l’impossibile per loro avvenga. Così arrivo a Firenze: i viali, via Capponi, di colpo una quantità di ricordi che si affastellano fra quelle strade. Le avventure e le facce dei tanti amici dei miei 20 anni che tutte assieme stanno sotto il nome “Comunione e liberazione”.
Ad aspettare Caterina ci sono altre facce giovani che accolgono le matricole organizzando per loro dei preziosi precorsi per i test di ammissione. Altre facce, ma la stessa storia, lo stesso timbro umano, la stessa cordialità, lo stesso nome e la stessa avventura. Quando chiedo a mia figlia se è persuasa, lei mi risponde con una disarmante felicità.
Io che sto fuori dall’ “organizzazione” e tiro sassi alle finestre credo che siano la meglio gioventù.
Giro l’angolo e mi trovo in piazza della Santissima Annunziata. Vado ad “affidare” mia figlia e il suo destino alla Regina del cielo: che la tenga lei sotto il suo mantello. Mi accorgo solo allora che quei ragazzi sono la sua risposta, sono come il concretissimo lembo del mantello di Maria, il suo abbraccio materno che raggiunge mia figlia. La sua tenerezza.
Poi mi colpisce una coincidenza. Esco dalla SS Annunziata e mi trovo davanti l’immensa cupola del Brunelleschi che – secondo Irving Lavin – rappresenta il grembo di Maria gravido di Dio: “nel ventre tuo si raccese l’Amore…”. Poi mi volto ancora e trovo San Marco, il convento domenicano dove è vissuto La Pira che faceva uno strano sillogismo: “Firenze è il centro del mondo, San Marco è il cuore di Firenze e il cuore di san Marco è l’Annunciazione del Beato Angelico. Dunque l’Annunciazione è il cuore del mondo”.
Insomma dovunque la gloriosa bellezza di Firenze mi parla di Colui che sta per arrivare e di Colei che lo porta in grembo. Non di un passato …gli amici di mia figlia sono sedotti da Qualcuno che è già tra loro come “il più bello tra i figli dell’uomo”. Vuoi vedere la faccia di un cristiano?
Sta in un altro verso di Rilke: “Così sempre distratto d’attesa,/ come se tutto t’annunciasse un’amata”.
Mentre ci penso, lunedì mattina, mi arriva un sms di padre Tiboni, missionario (ciellino) in Uganda, che dice: “oggi è san Giovanni Battista. Come lui il nostro unico lavoro è testimoniare la presenza di Cristo”. Coincidenza. San Giovanni è il protettore di Firenze: riconobbe Colui che stava arrivando fin dal seno di sua madre. Gli bastò sentire la voce di Maria che lo portava in sé. Era Lui “il mondo nuovo che sta iniziando” (Agostino). E Giovanni se ne accorse.
Vi sembra una piccola cosa quella che ho visto ieri, in poche facce di giovani fiorentini? Beh, tutto cominciò a Nazaret, un borgo sperduto, in un povero tugurio abitato da una sconosciuta fanciulla…
Questo scrivevo in quel settembre 2004… Ora capite perché stamani sono andato alla S.S. Annunziata e in lacrime le ho chiesto di ridarmi la nostra principessa guarita… L’avevo affidata alle Sue mani di Madre, al Suo mantello…
So che Lei non abbandona mai i suoi figli, ma so che in questo momento, per qualche misterioso motivo, devo implorare con tutte le mie forze e con tutti i miei amici il Suo soccorso…
Un ultimo dettaglio. La Chiesa della S.S. Annunziata è quella dove ogni anno Caterina, con il coro degli universitari di Comunione e Liberazione, faceva il concerto di canti per le tende di Natale dell’Avsi. Sono venuta a sentirla anche lo scorso Natale. Lei andava pazza per il canto e per il coro e ci teneva tantissimo che andassi a sentirla. Ha una voce bellissima.
Anno scorso ha cantato da solista, durante la Via Crucis di Cl la laude “Voi ch’amate lo Criatore”, che è il pianto di Maria sul Figlio morto… Ha cmmosso tutti per la sua intensità. Io ho implorato la Vergine Santa di far risuonare ancora a lungo il canto di Caterina che dà voce al suo pianto di Madre…
Infine ricordavo in particolare un canto che Cate interpretava da solista all’ultimo concerto. È un canto bellissimo, spagnolo, che cantato da lei incantava tutti… Io non conoscevo la sua traduzione. Oggi, con mia moglie, per caso l’abbiamo letta e siamo scoppiati in lacrime. Eccola:
“Riu riu chiu, canta l’allodola: Dio protesse dal lupo la nostra agnellina; il lupo rabbioso la volle sbranare, ma Dio onnipotente la seppe difendere….”
Ho come la sensazione che quel lupo rabbioso (che è il Nemico di Dio) avesse un conto aperto con me e mi abbia voluto annientare colpendo Caterina, il mio stesso cuore. Signore Gesù, tu che sei buono e puoi tutto, ti imploro, difendila tu la mia fanciulla, manda Tua Madre a guarirla, pronuncia ancora una volta per la mia Caterina, il tuo “Talita Kum”, “agnellino, alzati!”…
mdeledda
giovedì, 03 settembre 2009, ore 21:38
Messaggio del 2 settembre 2009 (Mirjana)

Cari figli, oggi vi invito con cuore materno a imparare a perdonare completamente e senza condizioni. Voi soffrite ingiustizie, tradimenti e persecuzioni, ma per questo siete più vicini e più cari a Dio. Figli miei, pregate per il dono dell’Amore, solo l’Amore perdona tutto, come ha fatto mio Figlio, seguite Lui. Io sono in mezzo a voi e prego perché quando sarete di fronte al Padre possiate dire: «Eccomi, Padre, ho seguito tuo Figlio, ho amato e perdonavo col cuore perché credevo nel tuo giudizio e confido in te».
mdeledda
martedì, 01 settembre 2009, ore 12:44
Monsignor Grillo: «Ha pianto tra le mie mani»
Esorcismi e sequestri, misteriose telefonate ed inquietanti coincidenze. Un “diario segreto”. Dopo anni di silenzio riesplode il caso della Madonnina di Civitavecchia che pianse non solo nel giardino della famiglia Gregori ma anche nella casa del vescovo, nelle mani di monsignor Girolamo Grillo. E lontano dagli occhi dei media Papa Wojtyla venerò la statuina. «Un giorno rivelerà al mondo questo mio gesto di venerazione», dirà all'allora presule di Civitavecchia.
di Giuseppe De Carli,
da Rai Vaticano Blog (06/07/2009)
«In pieno possesso delle mie facoltà di intendere e volere, in tutta franchezza e verità, dinnanzi a Dio Padre onnipotente e misericordioso, al suo Figlio Gesù Cristo al cui giudizio dovrò comparire, allo Spirito di santità e di amore, dinanzi alla sempre vergine Maria Madre di Dio, dinanzi a vostra Santità Beatissimo Padre, e a tutta la Chiesa, dichiaro di aver visto il 15 marzo 1995 alle ore 8,15 lacrimare nelle mie mani la statuina della Madonna proveniente dalla parrocchia di S. Agostino in Civitavecchia. Di questo fatto sono stato testimone oculare e pertanto non posso minimamente dubitare della sua realtà». È il testo di un solenne giuramento - come ormai se ne leggono pochi - scritto da monsignor Girolamo Grillo, ora vescovo emerito di Civitavecchia e Tarquinia, fatto a Papa Giovanni Paolo II l’8 di ottobre del 2000. Il vescovo esprimeva al pontefice la viva gratitudine per l’Atto di Affidamento di tutta la Chiesa alla Madonna, «accogliendo così anche una mia proposta in seguito alla lacrimazione di sangue della Vergine».
Ciò che impressiona è la firma di suo pugno che Papa Wojtyla appone ai margini del testo, quasi a voler dare un sigillo definitivo ad un evento che aveva dilagato sui giornali di mezzo mondo e che aveva sconvolto non solo una famiglia (quella dei Gregori proprietari della statuetta) ma anche quella di un vescovo e di una intera comunità. Dunque, quello che non si sapeva è che un Papa ha “certificato” l’autenticità della lacrimazione , rompendo quella che è una rigorosa prassi osservata nei secoli dalla Chiesa quando si tratta di fenomeni che sconfinano nel soprannaturale.
Che si debba riaprire clamorosamente il dossier sulla Madonnina di Civitavecchia? I presupposti ci sono tutti. Dopo anni di silenzio monsignor Grillo ci ha reso, con permesso speciale della Santa Sede, una testimonianza che ci ha profondamente turbato. Essa parte da un “Diario del Vescovo”, tenuto finora segretissimo, che fa la cronistoria dei fatti di Civitavecchia. Si legge di un presule - lo stesso monsignor Grillo - passato dallo scetticismo alla sorpresa, alla conversione. Di un Papa che ha venerato la Madonnina, lontano da occhi indiscreti, nel suo appartamento al terzo piano del Palazzo Apostolico (9 giugno 1995); di telefonate notturne della Segreteria di Stato del Vaticano; di una visita dell’allora onorevole Irene Pivetti, presidente della Camera dei Deputati, al luogo dove era custodita la Madonnina; di una, forse due visite “in incognito” che il pontefice polacco fece a Civitavecchia, durante una delle tante “fughe fuori porta”. E poi di esorcismi e inquietanti coincidenze.
E pensare che il “Diario del Vescovo” si apre con una frase emblematica: «Che brutta storia quella delle Madonne che piangono. C’è sempre qualche burlone che si prende lo sfizio di imbrattare gli oggetti sacri. Poveri noi, dove siamo capitati! Con il parroco don Pablo Marin che va dietro queste stupidaggini. Mater boni consilii, ora pro me» (5 febbraio 1995). Questo l’incipit, poi, come in tutte le faccende dove c’è qualcosa di misterioso e luminoso, i sentimenti sono cambiati e l’animo si arrende all’evidenza, oppure alla percezione del divino. L’intervista a monsignor Grillo, il primo vescovo nella storia della Chiesa cattolica che ha avuto la straordinaria avventura di esser protagonista di un evento inspiegabile, ne è una prova lampante. «Un giorno – dirà il Papa al vescovo di Civitavecchia – rivelerà al mondo anche il mio personale gesto di venerazione». E il momento probabilmente è venuto.
Eccellenza, dallo scetticismo alla sorpresa.
Sì. L’11 febbraio del 1995 a nove giorni dalla prima apparizione, ricevo verso mezzanotte una telefonata del cardinale Angelo Sodano. Mi invita a non essere troppo sospettoso ad aprirmi anche ad altre ipotesi interpretative.
Una strana telefonata.
Che mi ha alquanto impensierito. Anche in Vaticano, rifletto, non hanno altro da pensare; vedono pure la TV! Il 23 febbraio, sempre il Segretario di Stato mi ringrazia, a nome del Papa, per essere stato più possibilista in una intervista, commentata da Enzo Biagi, a proposito delle lacrime di sangue versate dalla Madonnina.
L’irrompere di Giovanni Paolo II in questa vicenda è misterioso. Del Papa che ha versato il suo sangue nell’attentato in Piazza S. Pietro il 13 maggio 1981. Ora cominciamo a capire perché non abbia sottovalutato Civitavecchia. E lei?
I miei convincimenti cominciavano a franare. Un Papa come Giovanni Paolo II che irrompe nella questione e che irrompe nella mia vita non l’avevo messo in conto. Sarà a conoscenza di qualche segreto, penso. Oppure anche il Papa è impazzito? Intanto le analisi del sangue rivelano che si tratta di sangue maschile. Sarà il sangue del Figlio di Maria? Mah. La Madonnina viene radiografata al Policlinico Gemelli. Le fanno persino una TAC. Ricoverata come una paziente. Di lei si interessa il cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Non ha mai pensato, Eccellenza, che in tutto quello che avveniva ci potesse essere lo zampino del diavolo?
Oh, sì. Abbiamo fatto tanti esorcismi. Ho contattato l’esorcista della diocesi. Ho ordinato addirittura ai preti di stare lontani da questa faccenda. Il vescovo Grillo - lo affermo per la prima volta - aveva persino ordinato che quella statuina fosse distrutta!
Lei ha incontrato anche il padre Gabriele Amorth, che di demoni se ne intende.
Amorth escluse un influsso satanico. Si poteva trattare di allucinazioni ad opera diabolica. Don Amorth aggiunse che un’anima di Firenze, da lui diretta spiritualmente, le aveva detto che la Madonna avrebbe pianto lacrime di sangue a Civitavecchia. Otto mesi prima! Lacrime con tristi presagi per il futuro dell’Italia. Elezione nel mese di giugno, vittoria di Prodi e attentato al premier, guerra civile nel nostro Paese. Un presagio funesto che si poteva bloccare con una grande preghiera. Il messaggio di Amorth lo comunico a mia sorella.
Che rimane profondamente turbata, leggo dal suo diario. La mattina del 15 marzo l’imprevedibile.
Ho appena celebrato l’Eucarestia. «Non ho dormito questa notte. Ho ripensato alle parole di padre Amorth. Prima di tornare a Roma mi fai pregare davanti alla Madonna?», implora mia sorella.
Lei abitava nella villa San Francesco, la sua residenza.
È così. Pregare non nuoce, ho pensato . Chiamo una della due suore, suor Tereza rumena, e le chiedo di estrarre dall’armadio, dove’era chiusa a chiave, la statuina. Con me c’erano, dunque, mia sorella, mio cognato, la religiosa.
Cosa pregavate?
Senza metterci d’accordo, recitavamo l’identica preghiera, la Salve Regina. Io in latino. Ero arrivato alle parole: “Illos tuos misericordes oculos ad nos converte” (volgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi)… Quando mio cognato mi dà una gomitata: «Non vede che ripiange!».
Cosa stava accadendo?
Una lacrima scendeva dall’occhio destro della statuina come un filo di capello. La lacrima scendeva, quasi come una lacrima normale, ma fermandosi prima della gota formava come una piccola perla di rubino, la quale voleva superare la gota, per rifare lo stesso tracciato di quella precedente asportata al Policlinico Gemelli. Sono sbiancato tanto che mia sorella si mise a gridare: “Aiuto, aiuto!”, macchiandosi il dito con il sangue per l’agitazione. Al suo grido, accorsero suor Mariana e mio nipote Angelo che ancora riposava. Chiamarono subito il primario cardiologo dell’ospedale civile, il professor Di Gennaro, il quale si avvide sia dello stato grave di shock in cui mi trovavo, sia della nuova lacrima di sangue ancora fresca…
Mai avuto dubbi? Una allucinazione, una percezione deviata, qualcosa di patologico, una suggestione?
Ma eravamo in quattro! Diventati poi sei! Quale scherzo? Quale allucinazione o suggestione collettiva? Allucinazione o percezione sbagliata potevano essere quelle di Lourdes o Fatima…Là, dei ragazzi, hanno visto la Madonna. Io non ho visto niente. Ho visto il sangue scorrere e restare. Ha capito?! Il fatto è stato un fatto constatabile, non una visione. Quante volte sono stato preso da scrupolo. Torturato: «È possibile che una Madonnina abbia pianto?». «Eccellenza - mi rimproverava suor Tereza che allora aveva 25 anni - è una brutta tentazione! Un cattivo pensiero. Se lo tolga dalla mente!».
Quindi, a distanza di 13 anni lei può affermare con totale sicurezza che…
Che la Madonnina ha pianto nelle mie mani! Era deposta in un cestino nelle mie mani. Ed era sangue! C’è poco da aggiungere. Era sangue! Questa è la verità!
Impressionante! Monsignor Grillo, la notizia della quattordicesima lacrimazione a casa sua (come le stazioni della Via Crucis) fa il giro del mondo. Il 22 maggio arriva da lei, in gran segreto, il presidente della Camera dei Deputati, l’onorevole Irene Pivetti. Il 25 maggio incontra il Papa al termine dell’incontro coi vescovi italiani. Cosa le chiese il papa?
Notizie sulla Madonnina. Alla mia esitazione a rispondere, Giovanni Paolo II si lasciò andare ad una battuta tagliente: «Ah! Voi altri vescovi italiani avete la testa dura e siete sempre dubbiosi». Ora credo che egli abbia avuto ragione.
La giornata indimenticabile per lei è però il 9 giugno.
Sì, sono stato invitato a cena dal Santo Padre il quale ha voluto – cosa che nessuno sa finora – che gli portassi la Madonnina. L’ho informato dei miei contatti coi cardinali Sodano, Ratzinger e Ruini. Il Papa ha citato più volte, a proposito del pianto, il grande teologo Hans Urs Von Balthasar. Il pianto della Vergine è un invito alla conversione. Al termine della cena abbiamo pregato a lungo davanti alla Madonnina.
E poi?
L’ha venerata, l’ha baciata, l’ha benedetta, le ha imposto sul capo una corona d’oro che avevo portato con me; ad una mano le ha appeso la corona del rosario.
Il sigillo di Pietro su quell’evento?
È probabile. Al termine di quelle ore, che non dimenticherò più, il Papa mi ha imposto il silenzio su quanto era avvenuto.
Con quali parole?
Tremo ancora nel ricordarle. «Un giorno – mi disse il papa – lei lo farà sapere al mondo; cioè fara’ conoscere a tutti questo mio atto di venerazione». Poi ha aggiunto: “Mettiamo tutto nelle mani di Ratzinger…». Il giorno successivo il cardinale Sodano mi fa sapere della soddisfazione del Santo Padre. «Per la Madonnina – esclama - si può procedere senza tentennamenti. Pietro è con lei!».
Questo segno di sangue lascia senza parole. Molti l’hanno interpretato come preannuncio di sciagure per l’Italia e per l’umanità.
Non posso sbilanciarmi. La Madonna non può non seguire da vicino il cammino dei suoi figli nel tempo, i loro affanni e le loro preoccupazioni. Il credente non deve scartare alcuna ipotesi, per chi non crede… Non vorrei essere nei panni di un teologo che deve dare una qualche spiegazione ad una statua di Maria che lacrima sangue maschile. Un giorno l’allora cardinale Ratzinger mi disse: «I teologi, se questo è vero, avranno da discutere molto sulla natura del sangue di Maria».
Lei un uomo di fede, naturalmente. È un vescovo. Ha toccato quel sangue… potrebbe essere il sangue di Cristo! Ciò non la sconvolge?
A dir la verità non l’ho toccato. L’ha toccato mia sorella. Lei sa che la commissione incaricata dal Vaticano di affrontare la questione ha dato dieci pareri positivi su undici. Sette di questi propendevano per l’evento non spiegabile, per un evento soprannaturale.
Ci si è fermati sulla soglia (e non capisco il perché), né un giudizio positivo né negativo. Quasi a voler archiviare il fatto, a derubricarlo nel dimenticatoio della storia.
Io non ho parlato di soprannaturalità le ho risposto che, sì, la Madonnina ha pianto, ma non so cosa che cosa sia!
Questo premere dell’eterno sul mondo travolge ogni umana, positiva certezza. Monsignore, questo fatto le ha procurato più gioie o sofferenze?
(esita a lungo) Non dico nulla!
Il vescovo di prima, dopo quell’evento, non c’è più.
No. La lacrimazione ha sconvolto la mia vita e tutto è diventato effimero, caduco. È come se avessi una percezione nuova delle cose e della vita.
So che tocco corde molto intime. La sua devozione mariana si è irrobustita…
Questo sì. Io sono sempre stato devoto della Madonna. Molti mi chiedono: quando pensi alla Madonnina? La domanda andrebbe rovesciata: quando non penso alla Madonnina!
Forse c’è una lezione da trarre da tutto questo: bisogna avere il coraggio di non respingere il mistero di Dio.
Dio però ama la libertà. Ha creato l’uomo libero, libero anche di negarlo. Aprirsi al mistero di Dio significa lasciarsi toccare da Dio. Essere disponibili. Prego molto perché le donne e gli uomini del nostro tempo sentano, come un dono, quello di essere toccati da Dio.
Civitavecchia con la sua Madonnina rischiano la “damnatio memoriae”. Lei non vuole. Lei, autorizzato dal Segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, dopo tanti anni, ha finalmente parlato. Lei, forse, vorrebbe qualcosa di più dalla Chiesa, un passo meno esitante…
Può darsi che sia arrivato il momento da parte della Chiesa di dire il suo sì a Civitavecchia. Teniamo conto del miracolo delle conversioni, delle famiglie che si ricompongono, delle persone che si sentono attratte da questo mistero di luce. A Civitavecchia quella Madonnina, è incredibile, attira, chiama. «Monsignore, dopo avere sconvolto la Francia adesso non parla più», mi ha detto un po’ bruscamente il rettore del santuario di Lourdes. Era accompagnato da monsignor Massimo Camisasca. «Che parli io - ho risposto – non importa, parla lei, la Madonna. Lo dimostra il fatto che senza essere invitato è venuto qui perché ha sentito una forza misteriosa. Io l’ho incontrata per caso. Quindi, meno si parla – ho aggiunto – e più parla Lei». Speriamo che dopo queste mie parole continui a parlare. Questa è la mia speranza.
DA MEDJUGORJE A CIVITAVECCHIA
La Madonna di Civitavecchia è alta 43 centimetri ed ha un basamento di 6 centimetri. Pesa poco più di due chilogrammi ed è stata realizzata nel laboratorio dell’artigiano croato Sqepan Vlaho, in un villaggio nei pressi di Medjugorje. Viene acquistata nel 1994 da don Pablo Marin, parroco di Civitavecchia, e donata ai coniugi Anna Maria Accorsi e Fabio Gregori.
Il 2 febbraio 1995, Jessica Gregori, (cinque anni), figlia di Annamaria e Fabio, scorge sulle guance della statuetta collocata in giardino delle lacrime di sangue. Le lacrimazioni si ripetono anche davanti a diversi testimoni. Il 5 febbraio inizia il “Diario del Vescovo” che annota impressioni sulla vicenda. Monsignor Girolamo Grillo è scettico e sospettoso.
Le prime analisi sul sangue confermano che si tratta di liquido biologico. La statuina è sottoposta ad esorcismo e portata al Policlinico “Agostino Gemelli” per delle radiografie e una TAC. Il 28 febbraio esplode la notizia che si tratta di sangue umano con caratteristiche maschili. Il vescovo si reca in Vaticano dal cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Si mette in moto la magistratura per accertare eventuali trucchi e la statuina viene posta sotto sequestro. Il 15 marzo alle ore 8:15 la lacrimazione di sangue nelle mani dello stesso vescovo Girolamo Grillo. Il fatto straordinario si verrà a conoscere solo venti giorni dopo.
Il 22 maggio, in forma privata, la presidente della Camera dei Deputati, onorevole Irene Pivetti, prega insieme a monsignor Grillo davanti alla Madonnina. Recitano il rosario per l’Italia. Il 9 giugno è lo stesso Giovanni Paolo II a pregare davanti alla statuina. Siamo nel suo appartamento. Col vescovo Grillo il segretario personale del papa, Stanislao Dsziwisz. La Madonnina torna definitivamente nel quartiere di Pantano il 17 giugno dando inizio al pellegrinaggio dei fedeli che continua tutt’ora. E il 17 giugno si chiude anche il “Diario del Vescovo”.
L’8 ottobre 2000 monsignor Girolamo Grillo invia una lettera a Giovanni Paolo II con un solenne giuramento su Dio, Gesù Cristo, lo Spirito Santo e Maria Madre di Dio. Afferma di aver visto lacrimare sulle sue mani la statuina della Madonna proveniente dalla parrocchia di Sant'Agostino in Civitavecchia. «Di questo fatto – scrive il vescovo – sono stato testimone oculare e pertanto non posso minimamente dubitare della sua realtà».
mdeledda
domenica, 30 agosto 2009, ore 18:47
Messaggio del 28 agosto 2009 (Ivan)
Cari figli, anche oggi vi invito in modo particolare: accogliete i miei messaggi, rinnovate i miei messaggi. Cari figli, oggi più che mai ho bisogno delle vostre opere e non delle parole. Perciò, cari figli, vivete i miei messaggi perché la luce illumini i vostri cuori e riempia i vostri cuori. Cari figli, sappiate che la Madre prega con voi. Grazie anche oggi, cari figli, per aver accolto i miei messaggi e perché vivete i miei messaggi. Siate il mio segno.
mdeledda