Bilancio di fine anno su una delle Chiese più nobili e forti, quella che, tanto per intenderci, ha saputo e voluto regalare al mondo Giovanni Paolo II, e figure coma Santa Faustina Kowalska o San Massimiliano Maria Kolbe. Parliamo della Chiesa di Polonia che vive un momento abbastanza agitato, non tanto per problemi interni, quanto per attacchi esterni da parte di politici e giornali. Il nodo del contendere? La fecondazione artificiale in vitro. Ne abbiamo parlato con uno dei Vescovi storici, Monsignor Tadeusz Pieronek (nella foto), rintracciato per telefono nella sua bella ed elegante casa situata nel centro storico di Cracovia.
Intanto si avvicina a grandi falcate il 2009. Che regalo attende la chiesa di Polonia?
“Era molto importante che Dio donasse al mondo questo segno: la Vergine che partorisce, la donna senza uomo: ella, che ha aspettato tutto da Dio e ha dato tutto a Dio, ha ricevuto tutto da lui; così può presentare al mondo il bambino re e salvatore, Dio stesso che viene a cercare il suo popolo”. Così Georgette Blacquère, saggista francese, nella sua opera La grâce d'être femme, esaltava la maternità verginale di Maria. E a lei faceva eco un noto teologo suo connazionale, Gustave Martelet, che affermava: “Se Gesù risultasse dall'amore di Giuseppe e di Maria, per quanto grande e santificato fosse questo amore, il futuro sarebbe stato unicamente umano (...) Gesù sarebbe reso figlio da Dio solo per adozione (...) In nessun modo saremmo davanti al mistero che la Scrittura rivela e la fede confessa: quello del Figlio effettivo di Dio fatto uomo con l'Incarnazione”.
A Betlemme, a destra di chi ammira il grandioso complesso della Basilica della Natività e gli annessi conventi greco e armeno, si apre una via che in inglese ha un nome significativo, Milk Grotto Road. Essa ha sul suo lato destro una chiesa francescana recentemente riedificata secondo un nuovo progetto disegnato dall'architetto e artista francescano Costantino Ruggeri, scomparso nel giugno 2007. Essa è unita a una grotta in tufo bianco, denominata appunto “la Grotta del latte”. Secondo un'antica leggenda la madre di Gesù si sarebbe qui rifugiata durante la ricerca dei bambini betlemiti da parte di Erode e, mentre allattava il piccolo Gesù, qualche goccia del suo latte cadde sulla pietra imbiancandola tutta. La grotta attuale - che all'epoca dei crociati aveva accanto un convento latino che era considerato come fondato da Paola, la discepola di san Girolamo - è stata ed è ancor oggi meta di pellegrinaggi di madri anche musulmane che implorano da Maria l'abbondanza del latte per nutrire i neonati. Le stesse reliquie del latte di Maria, diffuse in Italia, Francia e Spagna, nascevano probabilmente dalla devozione di pellegrini in Terrasanta che portavano in Europa questa tradizione e forse qualche frammento di quel tufo biancastro. Dal VII secolo si diffuse poi la tradizione che proprio nella grotta del latte fossero stati sepolti i santi Innocenti, assassinati da Erode.



Sono 20 i missionari uccisi nel 2008. Il dato emerge dal dossier di fine anno pubblicato dall'agenzia vaticana Fides, che sottolinea come anche nel 2008 sia stata l'Asia il continente con il più alto numero di operatori pastorali assassinati. Tra i nuovi martiri ci sono un Arcivescovo, 16 sacerdoti, 1 religioso e 2 volontari laici. Il prelato ucciso è Monsignor Rahho (nella foto), Arcivescovo caldeo di Mossul, rapito dopo la celebrazione della Via Crucis e poi assassinato. Nell'Orissa è stato ucciso padre Bernard Digal, vittima dell'ondata di violenze anticristiane compiute da estremisti indù. In Sri Lanka, terra scossa da continui scontri tra esercito e ribelli, è stato ucciso padre Xavier Karunaratnam, che si è sempre impegnato per fornire assistenza psicologica alle vittime del conflitto. Nella martoriata Repubblica Democratica del Congo ha trovato la morte anche il volontario laico Boduin Ntamenya, originario di Goma, ucciso mentre stava svolgendo il proprio lavoro in una zona di guerra. 
