domenica, 30 settembre 2007, ore 17:02
I messaggi della Madonna di Medjugorje del settembre 2007

Messaggio del 25 settembre 2007
Cari figli, anche oggi vi invito ad infiammare i vostri cuori sempre più ardentemente d’amore verso il Crocifisso e non dimenticate che per amore verso di voi ha dato la sua vita perché foste salvati. Figlioli meditate e pregate affinché il vostro cuore si apra all’amore di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Messaggio del 2 settembre 2007 (Mirjana)
Cari figli, in questi tempi dei segni di Dio, non abbiate paura perché io sono con voi. L’amore grande di Dio mi manda per condurvi alla salvezza. Datemi i vostri cuori semplici, purificati con il digiuno e la preghiera. Solo nella semplicità dei vostri cuori c’è la vostra salvezza. Io sarò con voi e vi guiderò. Grazie.
mdeledda
domenica, 30 settembre 2007, ore 16:46
QUELLO CHE NON VALE NULLA PER GLI UOMINI, VALE TUTTO PER DIO
ANGELUS
Domenica 30 settembre 2007
Cari fratelli e sorelle!
Oggi il Vangelo di Luca presenta la parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro (Lc 16,19-31). Il ricco impersona l’uso iniquo delle ricchezze da parte di chi le adopera per un lusso sfrenato ed egoistico, pensando solamente a soddisfare se stesso, senza curarsi affatto del mendicante che sta alla sua porta. Il povero, al contrario, rappresenta la persona di cui soltanto Dio si prende cura: a differenza del ricco, egli ha un nome, Lazzaro, abbreviazione di Eleazaro, che significa appunto "Dio lo aiuta". Chi è dimenticato da tutti, Dio non lo dimentica; chi non vale nulla agli occhi degli uomini, è prezioso a quelli del Signore. Il racconto mostra come l’iniquità terrena venga ribaltata dalla giustizia divina: dopo la morte, Lazzaro è accolto «nel seno di Abramo», cioè nella beatitudine eterna; mentre il ricco finisce «all’inferno tra i tormenti». Si tratta di un nuovo stato di cose inappellabile e definitivo, per cui è durante la vita che bisogna ravvedersi, farlo dopo non serve a nulla.
Questa parabola si presta anche ad una lettura in chiave sociale. Rimane memorabile quella fornita proprio quarant’anni fa dal Papa Paolo VI nell’Enciclica Popolorum progressio. Parlando della lotta contro la fame, egli scrisse: «Si tratta di costruire un mondo in cui ogni uomo … possa vivere una vita pienamente umana … dove il povero Lazzaro possa assidersi alla stessa mensa del ricco» (n. 47). A causare le numerose situazioni di miseria sono – ricorda l’Enciclica – da una parte «le servitù che vengono dagli uomini" e dall’altra "una natura non sufficientemente padroneggiata» (ibid.).
Purtroppo certe popolazioni soffrono di entrambi questi fattori sommati. Come non pensare, in questo momento, specialmente ai Paesi dell’Africa subsahariana, colpiti nei giorni scorsi da gravi inondazioni? Ma non possiamo dimenticare tante altre situazioni di emergenza umanitaria in diverse regioni del pianeta, nelle quali i conflitti per il potere politico ed economico vengono ad aggravare realtà di disagio ambientale già pesanti.
L’appello cui allora diede voce Paolo VI: «I popoli della fame interpellano in maniera drammatica i popoli dell’opulenza» (Populorum progressio, 3), conserva oggi tutta la sua urgenza. Non possiamo dire di non conoscere la via da percorrere: abbiamo la Legge e i Profeti, ci dice Gesù nel Vangelo. Chi non vuole ascoltarli, non cambierebbe nemmeno se qualcuno dai morti tornasse ad ammonirlo.
La Vergine Maria ci aiuti ad approfittare del tempo presente per ascoltare e mettere in pratica questa parola di Dio. Ci ottenga di diventare più attenti ai fratelli in necessità, per condividere con loro il tanto o il poco che abbiamo, e contribuire, incominciando da noi stessi, a diffondere la logica e lo stile dell’autentica solidarietà.
DOPO L’ANGELUS
Seguo con grande trepidazione i gravissimi eventi di questi giorni in Myanmar e desidero esprimere la mia spirituale vicinanza a quella cara popolazione nel momento della dolorosa prova che sta attraversando. Mentre assicuro la mia solidale ed intensa preghiera e invito la Chiesa intera a fare altrettanto, auspico vivamente che venga trovata una soluzione pacifica, per il bene del Paese.
Raccomando alla vostra preghiera anche la situazione della Penisola coreana, dove alcuni importanti sviluppi nel dialogo fra le due Coree fanno sperare che gli sforzi di riconciliazione in atto possano consolidarsi a favore del popolo coreano e a beneficio della stabilità e della pace dell’intera regione.
C’est avec joie que je vous salue, chers pèlerins francophones venus pour la prière de l’Angélus, notamment le Séminaire français de Rome, qui achève sa retraite spirituelle. Que l’exhortation de l’Apôtre Paul dans la liturgie vous aide à vivre dans la foi et l’amour, dans la persévérance et la douceur; vous demeurerez ainsi plus proches du Christ et vous serez des témoins courageux de la Bonne Nouvelle. Avec ma Bénédiction apostolique.
I greet all the English-speaking pilgrims and visitors present at today’s Angelus, including members of the Acton Institute, and administrators and benefactors of Seton Hall University. Today’s Gospel reading reminds us to be generous with the good things we receive in life. In this spirit, may your visit to Castel Gandolfo and Rome be a time filled with thanksgiving and renewed love of the universal Church. Upon you and your families, I invoke the joy and peace of Christ the Lord!
Ein frohes "Grüß Gott" sage ich gerne allen deutschsprachigen Gästen hier in Castelgandolfo. Heute morgen wurde in Neiße in der Diözese Oppeln die Dienerin Gottes Maria Louise Merkert seliggesprochen. Die selige Maria Louise ist Mitbegründerin der Schwestern von der heiligen Elisabeth und wurde schon zu ihren Lebzeiten als die „liebe Mutter aller", die „Mutter der Armen" und die „schlesische Samariterin" verehrt. Nehmen wir uns die Selige zum Vorbild, um gerade den Armen und Bedürftigen in unserer Nähe die Liebe Gottes zuzuwenden. Der Heilige Geist lenke unsere Worte und Werke! – Euch allen wünsche ich einen gesegneten Sonntag und eine gute Woche.
Saludo con afecto a los fieles de lengua española aquí presentes. Pidamos a la Virgen María que, guiados por el ejemplo y las enseñanzas de Cristo e impulsados por su amor, sepamos encontrar la fuente de la alegría y la paz en la entrega generosa y desinteresada a los demás, especialmente a los que sufren y pasan necesidad cerca de nosotros. ¡Feliz domingo!
Zo srdca pozdravujem pútnikov zo Slovenska, osobitne študentov Gymnázia svätého Cyrila a Metoda z Nitry. Bratia a sestry, zajtra zac(ína mariánsky mesiac október. Pozývam vás do školy Panny z Nazareta. Od nej sa uc(te milovat( Boha a blížnych. S láskou vás žehnám. Pochválený bud( Ježiš Kristus!
[Saluto di cuore i pellegrini provenienti dalla Slovacchia, particolarmente gli studenti del Ginnasio dei SS. Cirillo e Metodio da Nitra. Fratelli e sorelle, domani inizia il mese mariano di ottobre. Vi invito a mettervi alla scuola della Vergine di Nazaret per imparare da Lei ad amare Dio e il prossimo. Con affetto vi benedico. Sia lodato Gesù Cristo!]
Pozdrawiam serdecznie Polaków. Dzisiaj w Nysie, w diecezji opolskiej, ma miejsce beatyfikacja S?uz.ebnicy Boz.ej Marii Luizy Merkert, ze Zgromadzenia Sióstr s'wie;tej Elz.biety. Odznacza?a sie; ona wielka; troska; o chorych, ubogich i opuszczonych. S'wiadectwo z.ycia Marii Luizy niech be;dzie dla nas zache;ta;, by w potrzebuja;cych dostrzegac' oblicze Chrystusa. Wszystkim serdecznie b?ogos?awie;.
[Saluto cordialmente tutti i Polacchi. Oggi a Nysa, nella diocesi di Opole, ha luogo la beatificazione della Serva di Dio Maria Luisa Merkert della Congregazione delle Suore di S. Elisabetta. Ella si distinse per la sollecitudine verso i malati, i poveri e gli abbandonati. La testimonianza della vita di Maria Luisa sia per noi un incoraggiamento per vedere nei bisognosi il volto di Cristo. Di cuore, impartisco a tutti la mia benedizione.]
Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli di Concesa, i giovani di Taverne d’Arbia, il Coro parrocchiale giovanile di Castello Tesino, l’Azione Cattolica Ragazzi di Castel Gandolfo, la Fraternità di Comunione e Liberazione di Roma e di Albano e l’UNITALSI di Treviso. Saluto inoltre i partecipanti al Congresso organizzato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il "Panathlon International" e il gruppo Pensionati di Arconate.
Un cordiale arrivederci rivolgo alla comunità di Castel Gandolfo: nei prossimi giorni, infatti, rientrerò in Vaticano. Rimaniamo vicini nella preghiera! Buona domenica a tutti.
mdeledda
domenica, 30 settembre 2007, ore 01:26
A che cosa serve Gesù?

da Tracce
«A che cosa serve Gesù?». Quante volte ci siamo sentiti rivolgere questa domanda. Quante volte ce la facciamo anche noi. Ce la rivolgono amici che sono curiosi della fede. O altri che invece esprimono così il loro acido scetticismo: «Vedi in che mondo viviamo? E allora a che cosa serve il “tuo” Gesù?». E quante volte ci è sorta, stretti nella prova di un grande dolore, o nello sconcerto di assistere a qualcosa che non credevamo di vedere. Oppure quante volte, mentre sul lavoro, nelle faccende quotidiane ci vengono chieste certe capacità, e veniamo misurati, premiati o sconfitti a partire da quelle, ci siamo fatti quella domanda.
Verrebbe da dire che è una domanda inevitabile. Come sorge in noi, così sorgeva nel silenzioso sbigottimento dei suoi primi amici lungo la strada per Emmaus: «Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele…». E così può capitare di pensare, anche a chi Lo ha incontrato e seguito, di fronte al tempo che passa: «Non servi a nulla».
Il Gesù degli intellettuali, ridotto a profeta di un socialismo utopico e mai realizzato, o a una specie di dispensatore di ovvia bontà, non serve di sicuro. Può andare bene per i dibattiti, per le polemiche giornalistiche o per solleticare il desiderio umano di avere qualche mito o figura eroica in cui identificarsi. Ma questo non basta a soddisfare l’inquietudine che coinvolge i ragazzi, le scuole, i legami familiari e gli assetti economici, sociali e politici. Allora può crescere la tentazione di vivere occupandosi solo di conquistare e mantenere lo spazio della propria autoaffermazione. Costi quel che costi, pronti a lamentarsi per ogni cosa che ostacoli il raggiungimento dei propri interessi o dei propri desideri. Come se le cose veramente utili, che servono per vivere, fossero un po’ di soldi, una certa autonomia e una discreta dose di fortuna. E per chi non ne ha, pazienza.
Poi accade di restare colpiti da una testimonianza: da un fatto, un uomo, la cui carica di positività di vita non ha nessuno dei nomi delle cose che servono; la sua gioia non sta nei soldi, nella riuscita, nel grado di autonomia raggiunto. Ma nel dire: «Tu, mio Signore, Gesù». Uno di questi uomini, uno che si è per così dire messo al pari dei tanti che possono affermare così, è colui che oggi è Papa. Joseph Ratzinger si è messo insieme alle schiere di uomini che testimoniano che Gesù serve alla vita. E ha scritto un libro dove racconta che cosa ha scoperto dell’Uomo di Nazareth. Un libro tra i libri. Come un fatto tra i fatti, o un volto tra i volti. Lo ha fatto per provare a mostrare Chi è. E ha scritto: «Che cosa ha portato Gesù veramente, se non ha portato la pace nel mondo, il benessere per tutti, un mondo migliore? Che cosa ha portato? La risposta è molto semplice: Dio. Ha portato Dio: ora noi conosciamo il suo volto. Ora conosciamo la strada che, come uomini, dobbiamo prendere in questo mondo. Gesù ha portato Dio e con Lui la verità sul nostro destino e sulla nostra provenienza; la fede, la speranza e l’amore. Solo la nostra durezza di cuore ci fa ritenere che sia così poco».
La durezza del cuore è il nostro nemico, e può farci sembrare “inutile” Gesù. Per fortuna siamo circondati da uomini santi e anche da uomini che tanto santi non sono, ma che tuttavia non hanno il cuore duro, i quali nel nome di Gesù con opere manifeste e opere nascoste, con grandi gesti e con gesti invisibili, stanno rendendo la vita più umana. Compresa e costruita rendendo a Dio quel che è di Dio, cioè il senso ultimo di ogni cosa. Si tratta di guardare ogni giorno questi volti per vedere il Suo vero volto, per sconfiggere la durezza del cuore. Nessuna durezza, infatti, può sciogliersi da sola. Occorre qualcuno che ci venga incontro e ci abbracci, diventando compagno di cammino, come fu per i due di Emmaus, che tornarono a casa riscattati dal loro scetticismo.
mdeledda
domenica, 30 settembre 2007, ore 01:00
Saluto tutti coloro che visiteranno e lasceranno qualche commento in questo Blog.
Pace e bene.
mdeledda
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